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Sede



Il Politeama

Il Petruzzelli è il più grande teatro privato d’Europa, nonché il quarto in Italia per dimensioni. Situato nel pieno centro della città di Bari, in Corso Cavour (con un lato del perimetro che si affaccia in via De Giosa, e l'altro lato sul Palazzo dell'Acquedotto Pugliese). Nel 1954 il Teatro fu dichiarato “Monumento di interesse storico e artistico”, nel 1967 “Teatro di tradizione” e sottoposto alla legge di tutela. Nell’ottobre 1991 un incendio di origine dolosa ne provocò la distruzione. Lunga e travagliata è stata la strada della ricostruzione, che ha portato il più grande contenitore culturale del capoluogo pugliese a riaprire ufficialmente i battenti solo nel 2009. Al Petruzzelli. dunque, la storia è di casa.
Per i baresi non è solo un Teatro ma rappresenta l'emblema della cultura: luogo d'incontro, patrimonio artistico della città, tempio della musica e di grandi artisti nazionali ed internazionali ma soprattutto il ricordo di un doloroso incendio e di una lunga ricostruzione che lega tutti i cittadini alla storia della propria città.

La Storia

La nascita del Teatro risale al 1894 quando la città di Bari, e i suoi cittadini, si resero conto che avevano bisogno di un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi culturalmente al livello delle altre metropoli italiane dell'epoca ed, in oltre, di darsi uno slancio dal punto di vista urbanistico. Solo nel Giungno del 1986 il Comune concesse il suolo a due cittadini, i fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli (commercianti e armatori triestini), che avevano chiesto di costruire un politeama progettato inizialmente dall’ingegnere Angelo Cicciomessere (poi affidato a Messeni), un loro cognato. Secondo l'accordo, il Comune di Bari diede ai fratelli Petruzzelli il suolo in concessione gratuita e perpetua e quarantamila lire di premio. In cambio la famiglia si sarebbe impegna a costruire il Teatro nei tempi stabiliti e a gestirlo sotto l'osservanza dei patti. I lavori per la sua realizzazione esterna cominciarono nel 1898 e terminarono dopo 5 anni; la parte interna, quella degli affreschi, fu affidata alla mano esperta del noto pittore Raffaele Armenise. Il Politeama barese fu inaugurato sabato 14 febbraio 1903, con il capolavoro di Meyerbeer intitolato “Gli Ugonotti”, diventando il simbolo di una nuova espansione della città e di tutta la Puglia che si preparava a divenire nuovo centro di riferimento della cultura europea. Il Teatro si distinse non solo per la sua grandezza, togliendo il primato al Teatro di Otranto, ma specialmente per l'acustica, la straordinaria capienza (1500 posti a sedere) che consentì di offrire una programmazione ampia e di qualità.

L'incendio

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre del 1991il teatro fu devastato quasi completamente da un incendio doloso. Questo provocò il disfacimento della parte interna del Teatro e solo la caduta della magnifica cupola affrescata che soffocò le fiamme, non portò alla sua intera distruzione. Il processo di ricostruzione e ristrutturazione del Politeama barese fu molto lungo e travagliato: ad oggi è esattamente come era ma con strutture di sicurezza e tecnologie impiantistiche all'avanguardia. Può accogliere 1482 spettatori, 450 in platea e 1032 in sei ordini di palchi e gradinate. Sono stati ampliati sia il sistema palcoscenico sia la fossa orchestrale dotandoli di pedane mobili e motorizzate per ampliare la scena o aumentare i posti in platea. Ha, in oltre, un sistema di proiezione ad alta definizione. Il Teatro Petruzzelli riaprì ufficialmente domenica 4 Ottobre 2009, quasi 18 anni dopo il rogo, sottotono con un concerto organizzato in soli cinque giorni, con l'esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven da parte dell'Orchestra della Provincia di Bari.

La Musica

La Fondazione Lirico Sinfonica rappresenta il quattordicesimo ente lirico italiano, costituito con legge dello Stato n. 310 dell'11 novembre 2003.
Centro polivalente di cultura, il Petruzzelli visse negli anni 80 il suo periodo di maggiore fulgore, divenendo uno dei punti di riferimento a livello nazionale nel campo teatrale. Dalla sua rinascita, il Teatro ha ripreso l'attività musicale e teatrale al meglio: le programmazioni dell'ente lirico barese, stanno al passo con l'innovazione dal punto di vista artistico-musicale, tenendo sempre a mente quella che è la tradizione, con la volontà di aprirsi verso la contemporaneità e percorrendo i molteplici sentieri della scena artistica.
Il Politeama apre le porte alle fasce più eterogenee di pubblico ma, in particolare, cerca di porsi al centro della scena culturale come luogo d'incontro per discutere su temi delle diverse sfaccettature della musica e dell'arte in generale. A dimostrarlo sono le sue numerose programmazioni e importanti momenti dedicati alla riflessione e al confronto.

Gli Ospiti

Negli anni ottanta il teatro ospitò due grandi "prime": quella dell'Ifigenia in Tauride di Niccolò Piccinni, mai più rappresentata dopo il debutto a Parigi nel 1779, e quella della versione napoletana de I puritani di Bellini, scritta per Maria Malibran e mai rappresentata. Il teatro proietta la città nel mondo, rendendola famosa. Accanto alla lirica, anche musical, balletti, grandi concerti e grandi artisti internazionali: Herbert von Karajan, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco.
Tanti sono stati infatti i grandi artisti italiani e internazionali ad averne calcato il palco: tra gli altri sono da annoverare Pietro Mascagni, Wanda Osiris, Tito Schipa, Eduardo De Filippo, Totò, Riccardo Muti, Luciano Pavarotti, Carla Fracci, Lucio Battisti e Claudio Baglioni.
Il Petruzzelli ha regalato ai baresi anche importanti concerti di musica leggera, ospitando tra gli altri Paolo Conte, Ornella Vanoni ed è stato la sede della trasmissione televisiva musicale Azzurro per quasi tutti gli anni '80. L'interno del teatro è stato anche usato come scenografia da registi come FrancoZeffirelli. Il teatro è ricordato inoltre perché vi è stato girato il film Polvere di stelle, di Alberto Sordi.

La stagione 2011


Il Teatro Petruzzelli, i cui interni furono distrutti da un incendio doloso il 27 ottobre 1991, era passato definitivamente nelle proprietà del Comune di Bari nel giugno 2007, a conclusione delle procedure di esproprio avviate con un decreto legge del dicembre 2006 legato alla legge finanziaria per il 2007. I lavori di restauro e consolidamento del teatro sono in corso e termineranno nel dicembre 2008. Vengono eseguiti dal consorzio Conscoop di Forlì e dalla Sac di Roma che hanno vinto la gara del ministero dei Beni culturali. Il progetto conclusivo per la ricostruzione del teatro fissa una spesa di 23 milioni e 370 mila euro, che si aggiungono agli oltre 40 milioni di euro di risorse pubbliche già impegnate per il restauro del teatro dalla sua distruzione all’affidamento dei lavori a Conscoop e Sac. Solo una ventina di giorni prima, però, il 23 maggio 2007 il presidente della seconda sezione del Tribunale civile di Bari, Luigi di Lalla, aveva disposto la trasmissione alla Corte Costituzionale del ricorso contro il decreto legge dell’esproprio, ritenendo non manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata dagli avvocati Ascanio Amenduni e Mario Giannattasio, per conto dei proprietari, che hanno fatto una dura opposizione all’esproprio. Secondo il dott.Di Lalla, non si era in presenza di un caso straordinario di necessità ed urgenza che giustificasse l'emanazione da parte del governo di un decreto legge per l'esproprio, perdipiù di un decreto legge inserito nella legge finanziaria. «Dai verbali del dibattito parlamentare – scriveva tra l’altro il giudice nella propria ordinanza di trasmissione degli atti alla Corte costituzionale – si evince, per un verso, che la giustificazione in generale della eterogeneità delle norme inserite nel decreto legge è basata sull'affermazione che tutte le disposizioni concorrono alla manovra di finanza pubblica, in quanto intervengono in materia fiscale e finanziaria a fini di riequilibrio di bilancio, esigenza cui non attiene in alcun modo la disposizione relativa al Teatro Petruzzelli». «E, per l’altro verso – proseguiva il giudice – che allorquando si è tentato di giustificare in modo specifico la norma stabilente l’esproprio del Teatro, si è dovuto riconoscere che la stessa è stata introdotta per risolvere una 'annosa vicendà e tutelare l’interesse ad una 'migliore fruizione del bene da parte della collettività», così ammettendo non solo il difetto di collegamento con la manovra di bilancio, ma anche l’assenza di ogni carattere di indispensabilità ed urgenza con riguardo alla finalità pubblica dichiarata». Il 14 giugno 2007, dunque, il prefetto di Bari, Carlo Schiraldi, adottò il provvedimento di immissione del Comune di Bari nel possesso del Teatro. Il provvedimento assegnava agli ex proprietari – la famiglia Messeni Nemagna – la somma di 16 milioni e 419 mila euro quale equo indennizzo, somma individuata dall’Agenzia del Demanio su conforme parere dell’Avvocatura dello Stato.


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